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Il SISTEMA 118 per l’EMERGENZA TERRITORIALE - CENNI STORICI

PREMESSA E CENNI STORICI

I sistemi integrati di urgenza-emergenza territoriale hanno una storia relativamente giovane in tutta Italia e le prime realtà in tal senso attive raggiungono i 30 anni di vita.
Sino da metà degli anni '80 quasi tutte le Regioni erano dotate di un'organizzazione del soccorso affidata esclusivamente alle USL o alle Associazioni di Volontariato che fondavano il loro sistema operativo su di un modulo di risposta strettamente locale ispirato ad una filosofia di intervento tesa alla rapidità di azione e quindi di ospedalizzazione.
Esistevano quindi un'infinità di numeri telefonici di riferimento con valenza quasi esclusivamente comunale o sovra comunale con organizzazioni di risposta estremamente variegate.
Tradizionalmente queste Associazioni erano, e sono tuttora, una realtà diffusa a ben radicata in tutto il territorio nazionale e, seppur di diversa ispirazione ed organizzazione, hanno svolto e svolgono un ruolo essenziale nello specifico contesto.
Con l'inizio degli anni '90 divenne pressante l'esigenza di costituire dei centri di coordinamento la cui attività recepiva i contenuti del Decreto del Presidente della Repubblica del 27 marzo 1992 che disciplinava, a livello nazionale, l'organizzazione e la gestione del Sistema di emergenza sanitario come costituito da due elementi integrati: il sistema 118  e la rete ospedaliera suddivisa per gradi di competenza e responsabilità.


Superata la fase di iniziale assestamento, è iniziato un preciso lavoro di pianificazione e standardizzazione in grado di rispondere comunque alle esigenze diversificate delle varie realtà connotate sia da contesti metropolitani che da realtà rurali, tenute presenti anche le specifiche realtà regionali.
Contestualmente si sono ulteriormente sviluppati ed affinati i rapporti con gli Enti Operativi ed Istituzionali, ulteriormente perfezionati anche a livello regionale, permettendo e facilitando un progressivo sviluppo della "cultura dell'emergenza sanitaria" che oltre alla organizzazione del territorio comprendeva la fase ospedaliera del sistema evidenziando, tra l'altro, i limiti, le peculiarità, la disponibilità e la qualità prestazionale dei vari Presidi Sanitari operanti nelle Regioni. Permane, in realtà, una frammentazione tra il territorio (Medici di Medicina Generale e Sistema 118) e rete ospedaliera che, particolarmente in occasione di eventi catastrofici, epidemie, ecc.., non solo non ha ragione di esistere ma diventa elemento di pericolo.
L'insieme delle esperienze sino ad oggi condotte dalle diverse realtà operanti nel settore in argomento, consente di evidenziare senza dubbi che, in un intervallo di tempo complessivamente modesto, questi Servizi sono diventati protagonisti di una fase riorganizzativa della Medicina di Emergenza, non solo pre-ospedaliera, e che l'enorme lavoro svolto in quest'ambito è stato in buona parte dovuta all’entusiasmo di singoli.
Risulta perciò evidente quanto il campo d'azione e di interesse di un sistema integrato di urgenza-emergenza sanitaria, sia vasto e complesso.
Oltre gli obiettivi prioritari, ormai sufficientemente raggiunti, è ormai enza dubbio alcuno che il sistema di Emergenza Sanitaria si trovi inevitabilmente coinvolto in settori cruciali quali l'educazione sanitaria alla popolazione, l'informazione e la prevenzione.
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